BENESSERE

L’origine della connessione corpo-mente e introduzione allo PsicoYoga

Il corpo fisico non è soltanto il tempio della nostra anima, ma il mezzo attraverso il quale intraprendiamo il viaggio interiore verso il centro di noi stessi. – B. K. S. Iyengar

Per collegamento corpo-mente si intende la connessione tra i processi fisici e psicologici, cioè come la nostra mente influenzi il corpo e viceversa. È l’idea che il nostro stato mentale, le emozioni e i pensieri possano avere un impatto sul nostro benessere fisico e che anche il corpo possa influenzare lo stato mentale.

Questa concezione affonda le sue radici nelle più antiche interpretazioni della salute, ben prima che la medicina moderna ne elaborasse una visione scientifica. Nell’antica Grecia, Ippocrate di Kos (V-IV secolo a.C.) considerava la salute come il risultato di un equilibrio tra l’organismo, le abitudini di vita e l’ambiente, ponendo le basi di una visione integrata della persona. In India, nello stesso ampio orizzonte culturale, si svilupparono l’Ayurveda e lo yoga, due tradizioni filosofiche e pratiche profondamente legate alla ricerca dell’equilibrio tra corpo, mente e dimensione spirituale. In Cina, la Medicina Tradizionale Cinese elaborò una concezione energetica dell’organismo, dalla quale derivano pratiche come agopuntura, fitoterapia, qigong e tai chi. Nel corso dei secoli si svilupparono e si affermarono ulteriori tradizioni e sistemi di cura, dalla medicina tibetana alle diverse forme di medicina tradizionale e popolare, fino ad esempio alla più recente naturopatia o altre pratiche affini.

Con l’affermarsi della medicina biomedica occidentale, corpo e mente vennero progressivamente considerati come ambiti distinti; parallelamente, la nascita della psicologia come disciplina autonoma portò a interrogarsi sempre più sulla natura della mente, delle emozioni e sulla loro influenza sul comportamento e sul benessere della persona. Nel Novecento, il dialogo tra queste prospettive trovò nuove espressioni nella medicina psicosomatica, nella psicologia della salute e, successivamente, nelle neuroscienze e negli approcci mente-corpo. Oggi, pratiche di antica origine come yoga e meditazione si sono diffuse anche al di fuori dei contesti tradizionali, affiancandosi ad approcci contemporanei quali mindfulness, tecniche di respirazione e rilassamento. Ne è emerso un rinnovato interesse per il benessere psicofisico e per una visione più integrata della persona. Tradizioni e approcci diversi, pur appartenendo a epoche e contesti culturali profondamente differenti, sembrano così incontrarsi intorno a un principio comune: la salute dell’individuo non può essere pienamente compresa prescindendo dall’interazione tra ambiente, corpo, mente, emozioni e relazioni.

È proprio nell’incontro tra questa antica visione integrata della persona e le più recenti conoscenze psicologiche che si inserisce lo PsicoYoga. Si tratta di un approccio che unisce la pratica dello yoga agli strumenti della psicologia, con l’obiettivo di creare un canale di dialogo tra corpo e mente. Il corpo, infatti, non è soltanto qualcosa da allenare o da mantenere in salute, ma può diventare uno spazio attraverso cui osservare e comprendere ciò che accade dentro di noi. Attraverso la pratica fisica, la meditazione, la respirazione e l’ascolto delle sensazioni corporee, lo PsicoYoga invita a portare attenzione alla propria esperienza e a ciò che essa può rivelare sul piano emotivo. La dimensione corporea può così favorire l’emergere di consapevolezza, emozioni e vissuti che non sempre sono immediatamente accessibili attraverso la sola dimensione razionale. L’integrazione con gli strumenti della psicologia permette quindi di dare significato a questa esperienza, accompagnando la persona nel riconoscimento e nell’elaborazione dei propri vissuti. In questa prospettiva, la pratica yoga diventa non soltanto un esercizio fisico, ma un possibile strumento di esplorazione e conoscenza di sé.

Un ulteriore ponte tra la dimensione corporea e quella psicologica può essere individuato nel sistema dei chakra. Nella tradizione yogica, i sette chakra sono descritti come centri energetici distribuiti lungo l’asse del corpo; in alcune interpretazioni moderne è stata ipotizzata, in chiave simbolica, una loro corrispondenza con specifiche aree corporee e con i principali plessi nervosi. Sebbene questa correlazione non trovi oggi una conferma anatomica o scientifica definitiva, essa offre uno spunto interessante per esplorare il rapporto tra corpo ed esperienza interiore. È in questa direzione che si inserisce il lavoro di Anodea Judith (1996), che nel Libro dei chakra interpreta questi centri anche come una mappa simbolica dello sviluppo psicologico, mettendoli in relazione con bisogni, emozioni, modalità relazionali e possibili esperienze traumatiche.

Questa prospettiva non implica che una determinata tensione corporea sia necessariamente riconducibile a uno specifico trauma o vissuto psicologico, il significato dell’esperienza corporea è personale e va esplorato, non dato per acquisito. Il corpo può così essere considerato non soltanto come una realtà biologica, ma anche come una mappa dell’esperienza interiore: tensioni, posture, sensazioni e modalità respiratorie possono accompagnare e rendere percepibili stati emotivi e vissuti psicologici. È proprio in questo spazio di confine tra esperienza corporea, consapevolezza e significato che si colloca lo PsicoYoga. Non si tratta semplicemente di praticare yoga per ottenere un maggiore benessere psicologico, ma di utilizzare ciò che emerge durante la pratica corporea come materiale per l’esplorazione e il lavoro psicologico.

Lo PsicoYoga nasce, quindi, da questi presupposti e vuole essere un metodo esperienziale che integri la pratica corporea dello yoga con strumenti propri della psicologia. Il percorso si sviluppa all’interno di un contesto di gruppo e prende avvio dalla pratica fisica, attraverso sequenze, posture, respirazione e momenti di ascolto orientati a lavorare su specifiche aree corporee ed energetiche, secondo la mappa dei chakra o altri riferimenti propri della pratica. Il movimento e l’ascolto del corpo diventano così il primo momento di esplorazione: sensazioni, tensioni, immagini, emozioni o pensieri possono emergere durante l’esperienza. A questa fase segue un momento propriamente psicologico, nel quale ciò che è stato percepito può essere accolto, osservato e rielaborato attraverso strumenti quali il diario o journaling, l’ascolto guidato e la condivisione nel gruppo. Il passaggio dal corpo alla parola permette di dare un significato all’esperienza e di trasformare una sensazione in consapevolezza, aprendo uno spazio di riflessione personale. In questo senso, lo Psico-Yoga non propone semplicemente di utilizzare lo yoga per stare meglio, ma di partire da ciò che accade nel corpo per entrare in contatto con la propria esperienza emotiva e utilizzarla come materiale di esplorazione psicologica.

Un piccolo esercizio per capire meglio

Per sperimentare concretamente il dialogo tra corpo e mente, puoi provare a dedicare qualche minuto all’ascolto di te stesso prima e dopo una breve pratica fisica. Non è necessario praticare yoga: può trattarsi di una passeggiata, qualche esercizio di mobilità, dello stretching o semplicemente di alcuni movimenti eseguiti con attenzione e senza fretta.

Prima di iniziare, fermati per qualche istante e chiediti: come mi sento in questo momento? Cosa percepisco nel mio corpo? Ci sono tensioni, rigidità o zone che attirano particolarmente la mia attenzione?

Al termine della pratica, torna nuovamente all’ascolto e osserva se qualcosa è cambiato. Dove percepisci maggiormente questo cambiamento? È una sensazione fisica, un’emozione, un pensiero o forse qualcosa di difficile da definire?

Puoi infine mettere per iscritto ciò che hai osservato, senza cercare necessariamente una spiegazione o un’interpretazione. Il journaling può diventare uno spazio per dare parole a ciò che il corpo ha fatto emergere e, nel tempo, per riconoscere eventuali ricorrenze e connessioni tra sensazioni, emozioni e vissuti.

Non si tratta di arrivare a una risposta giusta, ma semplicemente di imparare ad ascoltare ciò che accade dentro di noi quando ci fermiamo ad ascoltare il corpo.

Se sei curios* di saperne di più o vuoi partecipare, ecco il link del prossimo evento.

Un abbraccio,

Marica

Bibliografia

  • Bottaccioli, F. (2015). Psiconeuroendocrinoimmunologia: I fondamenti scientifici delle relazioni mente-corpo. Le basi razionali della medicina integrata (2ª ed.). Red Edizioni.
  • Damasio, A. R. (1995). L’errore di Cartesio: Emozione, ragione e cervello umano (F. Macaluso, Trad.). Adelphi. (Opera originale pubblicata 1994).
  • Downing, S. (1997). Il corpo e la parola: Psicosomatica e psicoterapia. Raffaello Cortina Editore.
  • Iyengar, B. K. S. (2003). Teoria e pratica dello yoga. Edizioni Mediterranee.
  • Iyengar, B. K. S. (2005). Light on life: The yoga journey to wholeness, inner peace, and ultimate freedom. Rodale.
  • Judith, A. (1996). Il libro dei chakra. Neri Pozza.
  • Long, R. (2009). The key muscles of yoga: Your guide to functional anatomy in yoga (Vol. 1). Bandha Yoga Publications.
  • McIntosh, M., & Hrowitz, J. (2005). Stress: Trasformare la pressione in energia positiva. Rizzoli.
  • Porcelli, P. (2022). Medicina psicosomatica e psicologia clinica: Modelli teorici, diagnosi e trattamento. Raffaello Cortina Editore.

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