Il conflitto è componente integrante della vita umana, si trova dentro di noi e intorno a noi. – Sun Tsu
Come sostiene la citazione, il conflitto è un aspetto inevitabile della nostra quotidianità, come esseri umani possiamo divergere sia dentro noi stessi sia nei confronti degli altri ma, contrariamente a quanto magari possiamo pensare nel senso comune, esso non è necessariamente negativo: può innescare la ricerca di un equilibrio interno o può essere la scintilla che fa scaturire la necessità di trovare un compromesso. La soluzione non è, quindi, evitarlo ad ogni costo, ma capire come gestirlo al meglio sicuramente si.
Pertanto, come abbiamo anticipato, esistono vari tipi di conflitto:
CONFLITTO INTERNO: esso emerge in noi quando esistono istanze interne che combattono tra loro per vari motivi, ad esempio a causa della nostra storia, per l’esistenza di traumi passati o presenti, per la presenza di stati emotivi simultanei che confliggono tra loro o per la creazione di situazioni mentali dove coesistono pensieri in contrasto gli uni con gli altri. Questo tipo di conflitto ci impedisce di agire con reale lucidità e mette a rischio non solo la relazione con noi stessi ma anche quella con gli altri. Ecco che per risolverlo abbiamo bisogno di un profondo lavoro su di sé che ci permetta di elaborare la causa generante e di creare una dialogo interno positivo che metta in comunicazione e in accordo le parti in contrasto.
A questo link, un breve video sull’intelligenza emotiva che può essere un primo stimolo per l’importante lavoro sulla relazione con noi stessi e con gli altri.
CONFLITTO INTERPERSONALE: innanzitutto, esso può emergere dal primo tipo di conflitto poiché l’assenza di equilibrio interiore ci può precludere dall’ottenere quello con gli altri oppure può derivare dalle differenze che incontriamo nell’ambiente, in particolare quando sentiamo di essere feriti o lesi da chi ci circonda, non condividiamo lo stesso punto di vista o siamo guidati da bisogni personali che ci portano a sviluppare opinioni e comportamenti differenti. In tutti questi casi la comunicazione acquisisce un ruolo fondamentale per affrontare il conflitto in modo costruttivo e giungere a una soluzione che valorizzi e supporti ambe le parti.
A questo proposito, possono essere utili queste micro pillole:
- Cosa si intende per comunicazione efficace?
- Che cos’é l’assertività?
- Come fare una critica costruttiva?
- Come risolvere il conflitto?
- Come migliorare la comunicazione di coppia?
CONFLITTO SOCIALE: tristemente un concetto molto attuale, questo tipo di conflitto comprende tutte quelle forme d’interazione dove individui o gruppi divergono a causa di bisogni, valori, credenze o opinioni diverse e che, in assenza della volontà o della capacità di trovare accordi e compromessi, arrivano a disprezzarsi, odiarsi, provocarsi, minacciarsi o attaccarsi a vicenda. Tutto ciò che abbiamo detto in precedenza è importante e valido anche a livello sociale, dal conflitto interno possono scaturire conflitti esterni, come un clima conflittuale può influenzarci internamente, auto-rinforzandosi negativamente a vicenda.
In generale, quindi, il conflitto è una situazione di opposizione che evidenzia differenze e distanze tra due o più parti. Per risolverlo abbiamo, quindi, bisogno di un meccanismo che, attraverso uno sforzo attivo di adattamento e riconfigurazione, induca comprensione, vicinanza e la consapevolezza che l’assenza di compromesso è dannosa e inutile per tutte le parti.
A livello collettivo, secondo alcune teorie esistono 4 modi per affrontare il conflitto: imporsi, ovvero prevalere sull’altro per garantire la propria superiorità, adeguarsi, ovvero compiacere l’altro e adattarsi alla situazione per paura o assenza di risorse, evitare, ovvero fuggire dalla possibilità di confronto, ed infine cooperare, ovvero sviluppare la capacità di collaborazione attraverso la comprensione e il dialogo, tra tutti lo strumento migliore ma, a suo sfavore, è un processo che richiede da parte delle persone tempo, impegno e responsabilità.
Tali principi vengono condivisi in quella che è stata definita da Liss (1992) comunicazione ecologica. Con il termine comunicazione ecologica viene definita una comunicazione che “rispetti l’ambiente altrui” attraverso l’applicazione dei principi ecologici alle relazioni umane: coltivare le risorse di ogni persona, rispettare la diversità e nello stesso tempo mantenere una coesione globale in modo che le persone possano agire insieme per un obiettivo comune.
Essa nasce per raggiungere obiettivi di impegno sociale tra i quali:
- aumentare l’empowerment personale;
- capire come affrontare le istituzioni;
- incoraggiare le persone unite da una stessa causa a riunirsi in gruppi e associazioni
- mostrare come la diversità tra gruppi può diventare una base di cooperazione anziché competizione dannosa;
- cambiare la tendenza delle persone ad essere passive di fronte a quanto accade e portarle verso una posizione più attiva.
Esercizio: come gestire in modo “ecologico” le critiche e i conflitti.
- CHIEDERE IL PERMESSO:
- “Posso parlarti di un problema?”
- ESSERE CONCRETI:
- non “Tu sei… (aggettivo dispregiativo)” o “Sei sempre/non sei mai/ogni volta che… (generalizzazione)”
- ma “Mi sento in difficoltà quando tu… (esempio concreto)“ o “Quando succede questo… (esempio concreto), allora io mi sento…”
- DESCRIVERE I PROPRI SENTIMENTI:
- “Questa situazione mi fa sentire…”
- DARE I PROPRI SUGGERIMENTI PER IL FUTURO:
- “Mi piacerebbe…, vorrei…” oppure una domanda “Sei d’accordo se…, cosa ne pensi?”
- CHIARIRE I PROPRI SUGGERIMENTI:
- “Ti sto dicendo questo perché…”
Sarebbe davvero preziosissimo per il genere umano se ognuno di noi si prendesse la responsabilità di lavorare su sé stess*, sulle proprie relazioni interpersonali e sullo sviluppo della cooperazione nei propri gruppi di lavoro al fine espandere a macchia d’olio processi positivi che possano essere assorbiti e catalizzati anche a livello collettivo prendendo parte attiva ad un processo di trasformazione e cambiamento societario così palesemente necessario.
Un abbraccio di cuore e buone feste,
Marica
Bibliografia
- Baggio F., Assertività e training assertivo, Franco Angeli, 2013.
- Cozolino L., Il cervello sociale, Cortina, Milano, 2008.
- Goleman D. (1995), Intelligenza Emotiva, Rizzoli Libri, Milano.
- Liss J. (2004), Ascolto Profondo, Edizioni La Meridiana, Molfetta (BA).
- Liss J, (1992), Comunicazione Ecologica, Edizioni La Meridiana, Molfetta (BA).
Articoli precedenti

Peccato sia difficile da applicare…
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È vero, gestire i nostri conflitti in modo positivo richiede tempo, impegno e responsabilità ma, allo stesso tempo, ripaga nel lungo termine e farne esperienza può aiutare a rendere il processo più spontaneo e meno difficile. Grazie del commento, complimenti per il tuo blog e buon anno!
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