RELAZIONI

Raggiungere l’intento della nostra comunicazione

Il maggior problema della comunicazione è l’illusione che sia avvenuta. – George Bernard Shaw

Questa è una delle citazioni sulla comunicazione che amo di più e che trovo più immediata nell’esporre in poche parole un reale problema del nostro comunicare. Come essere umani intessiamo relazioni proprio tramite il nostro linguaggio ma sappiamo bene quanto sia frequente la carenza di ascolto, il fraintendimento, l’incapacità di espressione dei propri sentimenti o di tramutare in parole opinioni e pensieri.

Quando parliamo di comunicare, lo associamo subito al parlare ma voglio portare l’attenzione sul fatto che, spesso, l’elemento cruciale che lo fa funzionare è, il tanto purtroppo spesso sottovalutato, ASCOLTO e, in particolare quello che viene definito ASCOLTO ATTIVO, ovvero, l’essere realmente presente di fronte al proprio interlocutore con la volontà di comprendere, consentendo non solo passaggio di informazioni ma anche la creazione della relazione trasmettendo interesse, contatto empatico e, possibilmente, assenza di giudizio. Infatti, chi sa comunicare davvero dedica più tempo all’ascolto che al parlare perché sa che è l’unico modo per offrire risposte che abbiano realmente un senso nel contesto in cui ci si trova.

Ecco quindi, che abbiamo inserito un nuovo elemento, la RELAZIONE. Una buona relazione permette di avviare una comunicazione più fluida e basata sull’interesse e rispetto reciproco. Per costruirla un primo step fondamentale è definito IMPATTO, ovvero la prima reazione che riceviamo nei primi 30 secondi in cui conosciamo o incontriamo una persona e, di ritorno, ciò che noi trasmettiamo ad essa. Va da sé che quanto più questo momento si dimostra positivo tanto più sarà possibile instaurare fin da subito una buona relazione e di conseguenza una buona COMUNICAZIONE. Ma da cosa passa tutto questo?

La nostra comunicazione si serve di tre canali: non verbale, paraverbale e verbale. Il NON VERBALE (NV) è rappresentato dal nostro atteggiamento ed è tutto ciò che mettiamo in atto senza l’uso delle parole. Infatti, il NV è definito anche “comunicazione corporea”, il corpo protagonista è il primo canale da cui trasmettiamo e percepiamo questo impatto ricevendo e offrendo la prima impressione rispetto a una persona o una situazione, è composto da:

  • SGUARDO (sorridente, cupo, triste, ecc…)
  • ESPRESSIONE E MIMICA FACCIALE (felice, arrabbiata, giudicante, ecc…)
  • GESTUALITÀ (animata, pacata, incisiva, ecc…
  • POSTURA (rilassata, tesa, energica, ecc…)
  • PROSSEMICA, ovvero la distanza tra me e gli altri (giusta, invadente, distante, ecc…)

Passando al secondo canale, quante volte volte sentiamo la frase: “Non è quello che hai detto ma è come lo hai detto!”, ecco che quel “come” è proprio il nostro PARAVERBALE (P), ovvero la modalità attraverso cui comunichiamo. Esso è molto influenzato dal nostro stato emotivo modulando l’intensità dei seguenti aspetti:

  • TIMBRO (ognuno ha il proprio ma può subire variazioni a seconda del momento)
  • TONO (deciso, insicuro, impaziente, ecc…)
  • VOLUME (alto, basso, moderato, ecc…)
  • VELOCITÀ (lenta, rapida, media, ecc…)
  • PAUSE (ad effetto, frammentate, noiose, ecc…)

Infine, il VERBALE (V) riguarda l’uso delle parole e, sebbene, ci ne siano molte che possono essere fraintese o possono ferire e pertanto da modulare o evitare (ad es. i giudizi), gli studiosi della comunicazione ritengono che tale canale abbia un impatto del solo 7% sull’efficacia comunicativa intendendo con tale affermazione il fatto che una stessa cosa detta con atteggiamenti e modi diversi trasferisce messaggi che possono differire in modo importante.

Pensiamo ad un caso molto classico, possiamo dire “Sto bene” in molti di modi e tali modi traferiscono all’ascoltatore significati anche nettamente contrastanti rispetto all’uso di quelle parole! Ecco che questo ci ricollega a due argomenti trattati in precedenza e che vi ricondivido: l’intelligenza emotiva, ovvero la consapevolezza e la capacità di gestione delle emozioni proprie ed altrui, e l’assertività, ossia la capacità di esprimersi in modo rispettoso, chiaro, diretto, fermo e trasparente a seconda delle situazioni senza prevaricare o farsi prevaricare.

Lavorare su sé stessə è molto importante per accrescere tutte queste aree e stare meglio in relazione sia con sé che con gli altri, a questo link puoi trovare un breve video sul tema.

Esercizio: come apprendere o rafforzare la propria comunicazione efficace.

La comunicazione efficace è una comunicazione che raggiunge il vero obiettivo (soprattutto in situazioni stressanti o emotivamente intense ci possono influenzare negativamente nell’esprimerci o nel non farlo affatto), quindi chiediti sempre :

  1. Qual è il VERO motivo per cui voglio comunicare?
  2. Cosa voglio davvero da questa persona?
  3. Cosa desidero che accada dopo che ho comunicato ciò che ho in mente?

Se siamo realmente focalizzati sul motivo che ci spinge a parlare, il nostro comportamento, il modo di comunicare e le parole che sceglieremo saranno più allineate al nostro reale intento. E ricorda sempre, se quello che accade non è ciò che avevi previsto non è un FALLIMENTO ma è solo un FEEDBACK, quel qualcosa che torna indietro. Rifletti, ricalcola e riprova, andrà sicuramente meglio la prossima volta.

A presto,

Marica

Bibliografia

  • Baggio F., Assertività e training assertivo, Franco Angeli, 2013.
  • Cozolino L., Il cervello sociale, Cortina, Milano, 2008.
  • Goleman D. (1995), Intelligenza Emotiva, Rizzoli Libri, Milano.
  • Liss J. (2004), Ascolto Profondo, Edizioni La Meridiana, Molfetta (BA).
  • Liss J, (1992), Comunicazione Ecologica, Edizioni La Meridiana, Molfetta (BA).

Sitografia

L’intelligenza emotiva

Assertività: ovvero come imparare a farsi rispettare

Comunicazione efficace

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